Accordo sul clima di Parigi  (COP21 del 2015)    
       
  L'accordo del secolo cambia il futuro tuo e quello dei tuoi figli.  

Questo sito spiega cos’è l’Accordo, gli impegni già presi, il processo di firma, ratificazione ed entrata in vigore, avvenuta il 4 novembre 2016, i meccanismi di rilancio, nonché le conseguenze sui settori economici, le imprese, regioni e città, l'università, la società civile ed i rapporti geo-politici tra le nazioni, inclusi gli USA con Trump, l'Italia e la sua legge di ratificazione ed esecuzione.

Vi offriamo la traduzione italiana integrale e commentata dell'Accordo.

Breaking news: alla COP22 viene lanciata la "Marrekech partnership for global climate action", punto d'incontro dell'azione sinergica tra settore privato, investitori, società civile, Stati, regioni e città, per accelerare l'azione immediata, con cicli di attività tutto l'anno e non solo durante le COP. Testo preliminare e quello finale.

E' un testo bellissimo ed impegnativo, rivolto all'azione immediata, non al medio-lungo periodo, che peraltro inizia ad essere coperto con le strategie al 2050 di Germania, USA, Canada e Messico.

I testo più complessivi dell'esito finale e della conclusione della COP22:

La Marrakech Proclamation

L'Alleanza di Marrakech per l'azione climatica globale

La Decisione di COP relativa all'entrata in vigore dell'Accordo di Parigi

La Prima Decisione della CMA, cioè il parlamentino dei soli ratificatori dell'Accordo di Parigi

Alcune frasi significative di questi documenti:

This year, we have seen extraordinary momentum on climate change worldwide, and in many multilateral fora. This momentum is irreversible – it is being driven not only by governments, but by science, business and global action of all types at all levels.
Our task now is to rapidly build on that momentum, together, moving forward purposefully to reduce greenhouse gas emissions and to foster adaptation efforts, thereby benefiting and supporting the 2030 Agenda for Sustainable Development and its Sustainable Development Goals.

The Marrakech call is loud and clear: nothing can stop global climate action. The momentum for the adoption of the Paris Agreement was enabled by Parties and non-Parties stakeholders taking action to address climate change and undertaking to progressively enhance the ambition of this action. Almost all Parties communicated INDCs, and coalitions of thousands of cities, regions, companies and investors from across the world announced voluntary commitments to support the implementation of the ambitious climate action.
At the same time, there is universal recognition that if we are to realise the goals of the Paris Agreement, we must all go further and faster in delivering climate action before 2020, enabled by adequate flows of finance, technology and capacity building. We are currently lagging behind, but together with all hands on deck we can bridge the 14-17 Gt emissions gap and ensure adequate adaptation to the current and expected impacts of climate change

Alcune delle tante cose successe a Marrakech:

43 Paesi si impegnano a raggiungere il 100% di energie rinnovabili.

Il Green Climate Fund, già operativo dall'anno scorso, lanciato inizialmente a Copenhagen, ha visto riconosciuta la propria azione, inclusi i 27 progetti già finanziati per oltre 1 miliardo di dollari.

COP22, Galletti: l'Italia presenta candidatura per ospitare la COP 2020. In quale città potrebbe svolgersi tale COP26? Noi abbiamo qualche idea.

Nella diretta del 17 novembre, registrata qui, è stato inoltre segnalato il nuovo Premio Nobel per il Clima e lo Sviluppo Sostenibile, sotto il patrocinio delle Nazioni Unite e che prende il nome del Re del Marocco.

 

Pochi giorni fa:

L'UE ha deciso di ratificare in blocco, senza aspettare tutti i singoli stati. Il 5 ottobre è stata superata la seconda soglia per l'entrata in vigore che quindi è ormai sicura.

Italia: la Camera approva la ratificazione: "Piena ed intera esecuzione": queste le parole che introducono nel nostro ordinamento la più grande e rapida rivoluzione degli stili di vita e delle tecnologie di base della nostra economia.

27 ottobre: anche il Senato approva la ratificazione. "avanti con azioni che ci permettano di centrare anche prima degli impegni presi gli obiettivi del protocollo di Parigi", dice il Ministro Galletti.

Il testo integrale della legge n. 204 del 4 novembre 2016

Ed infine l'11 novembre l'Italia ha depositato alle Nazioni Unite la propria ratificazione.

L'Italia ha dunque ratificato l'Accordo di Parigi nel 2016, come aveva dichiarato a luglio l'On. Chiara Braga alla conferenza stampa sul libro "Il Mondo dopo Parigi".

Per capire meglio le opportunità aperte dopo l'entrata in vigore dell'Accordo anche nel nostro paese:

 
L'Accordo di Parigi è l'esito finale di negoziati iniziati specifiamente a questo obiettivo nel 2011 a Durban. È stato varato da una Decisione di COP, a sua volta molto ricca di indicazioni e prescrizioni, ed è stato preceduto da quasi duecento impegni nazionali individuali.
 

Si inserisce inoltre come tassello chiave dell'Obiettivo 13 (Azione sul clima - Lottare con urgenza contro il cambiamento climatico ed i suoi impatti) degli Obiettivi universali di sviluppo sostenibile, approvati il 25 settembre 2015.

 

 
I numeri contenuti nel testo dell'Accordo di Parigi
  7347 parole in un Preambolo e 29 articoli.
     

Nel testo ci sono pochissimi numeri espliciti:

"Tenere ben sotto i 2 gradi centigradi" l'incremento della temperatura media mondiale e fare ogni sforzo per tenerla sotto 1,5 gradi.

 

       

I libri e gli e-book in italiano sull'Accordo di Parigi

Gli incontri di Novembre 2016 sull'Accordo di Parigi

I festeggiamenti per l'entrata in vigore dell'Accordo il 4 Novembre

Anche noi di accordodiparigi.it festeggiamo il successo del nostro sito: più di 3.000 download della nostra traduzione dell'Accordo e più di 20.000 visitatori. Grazie a tutti!

 

 

     
  Il testo completo, approvato dalla COP21   Versione integrale gratuita in PDF del testo finale dell'Accordo di Parigi sul clima 2015, con un utile commento riga per riga a cura di Valentino Piana [136 pagine]

 

Testo finale in Inglese (ma anche le versioni immediatamente precedenti, utili per capire le opzioni scartate) e sua versione definitiva depositata presso le Nazioni Unite nelle sei lingue ufficiali

Testo in Italiano:

Preambolo

Artt. 1 e 2

Art. 3

Art. 10

Art. 11

 

Se preferisci la versione a stampa della traduzione integrale dell'Accordo di Parigi (COP21) in italiano e del commento a cura di Valentino Piana, clicka qui [136 pagine, formato tascabile, consegna in 12 gg. circa]

 

Queste e altre pubblicazioni su politiche climatiche innovative - in vendita (PDF e a stampa)

Copertina del libro: bassa risoluzione - alta risoluzione

Recensioni della traduzione

       
Confronto col Protocollo di Kyoto
La struttura dell'Accordo di Parigi
Le conseguenze sui modelli energetici
Tutto sul 22 aprile 2016,
giorno della cerimonia di firma dell'Accordo
e l'intero processo di ratificazione (Italia compresa) e di entrata in vigore ben prima del 2020
Chi è stato sorpreso dall'entrata in vigore nel 2016,
perché se l'aspettava nel 2020
 
Materiali utili per lezioni universitarie:
Slides di Luca Lombroso
Slides di Mita Lapi
Slides di Valentino Piana

Se intendete fare una tesi di laurea sull'Accordo di Parigi, contattateci!

 

Video dell'intervento dell'On. Braga di luglio 2016 [87 Mb]

Video del keynote speech di Valentino Piana [57 Mb]

Slides del keynote speech

 

Uscito in libreria online il 6 Maggio 2016

 

 

Il libro di Luca Lombroso, uscito a Giugno 2016

 

         
  Prossimi passi  

Incontri in Italia sulla COP21 e l'Accordo di Parigi

Iniziato il dibattito sulla conseguenza per l'Italia

Incontro a Cagliari sul ruolo degli attori non-statali, anche nelle prospettiva di limitare a 1,5 gradi, durante la conferenza annuale dell'Associazione Italiana per le Scienze del Clima, il 19 ottobre.

Incontro il 3 settembre a Catania ore 18.30 alla Festa Nazionale dell'Unità. Tra i relatori: Chiara Braga e Valentino Piana.

Incontro alla Camera dei Deputati (Sala Stampa) sulla COP21 di presentazione del libro "Il mondo dopo Parigi". Tra i relatori: Valentino Piana. Il 12 LUGLIO 2016 ORE 14:30.

Incontro a Milano per discutere dell'Accordo di Parigi - registrazione video completa

e poi Emilia-Romagna, nei pressi di Torino e ancora a Milano

Giornata di studio in Francia sulle traduzioni dell'Accordo di Parigi, dove uno degli interventi è sulla nostra traduzione in italiano.

Incontro a Milano Giovedì 16 giugno alle ore 18:30, presso Patagonia, corso Garibaldi 127, sui due libri usciti sulla COP21, in entrambi i casi con testi a cura di Valentino Piana

 

1. Nomina del "campione del clima"  

Il presidente della COP21, il francese Laurent Fabius, doveva nominare un "campione del clima", un politico di razza e importanza sovranazionale, per tenere alta l'attenzione sul tema.

DETTO FATTO: il 29 gennaio 2016 Fabius ha nominato "campione del clima" una donna che ha avuto un ruolo chiave nel successo di Parigi: l'ambasciatrice per il clima Laurence Tubiana

Questo è stato uno degli ultimi atti di Fabius: ha dato le dimissioni il 16 febbraio. E' stato sostituito da Segolène Royal.

Come nuova Segretaria Esecutiva dell'UNFCCC, ora elevata a vice di Ban Ki-moon, è stata scelta Patricia Espinosa (Messico), che fu l'artefice degli Accordi di Cancún (2010), coi quali si fecero rientrare in ambito UNFCCC molti degli elementi del Copenhagen Accord.

A sua volta, il Marocco, che guida la COP22, ha scelto come campione del clima Hakima EL HAITE, il proprio Ministro dell'Ambiente, energia, miniere, acqua. Tra le prima iniziative una COP22 dei Paesi del Mediterraneo, che si terrà a Tangeri già il 18 luglio.

"Vogliamo che la COP22 sia la COP dell'azione e dell'implementazione", afferma in un Twit:
"#COP 22 CLIMATE ACTION FOR GLOBAL TRANSFORMATION : JOIN THE NAZCA PLATFORM !"

con riferimento diretto alle iniziative internazionali del settore privato, della società civile, delle città e delle regioni.

 

2. Adesione formale degli Stati

 

 

Il 22 aprile 2016, con una cerimonia di Capi di stato e di governo, si aprirà l'Accordo alla firma degli Stati. Questo è l'invito personale di Ban Ki-Moon.

Hollande è stato il primo a firmare, seguito da ben 15 Paesi che hanno addirittura depositato il loro strumento di ratificazione, la chiave legale dell'entrata in vigore dell'Accordo.

Come già fatto il 22 aprile l'ONU ha organizzato un super-giorno di ratificazione il 21 settembre, durante il quale è stata SUPERATA LA PRIMA CONDIZIONE PER L'ENTRATA IN VIGORE: PIU' DI 55 PAESI HANNO RATIFICATO, ACCETTATO O COMUNQUE COMUNICATO ADESIONE ALLE NAZIONI UNITE.

Per una panoramica della giornata e riflessioni sul valore legale della ratificazione da parte dell'Italia, che ha a sua volta firmato l'Accordo si veda qui.

  3. Entrata in vigore  

E' formidabile che che già ad Aprile abbiano firmato 177 Paesi, più di tre volte il primo criterio per l'entrata in vigore dell'Accordo. La firma andrà accompagnata col deposito dello strumento di ratificazione, accettazione o approvazione (o esserne seguita a stretto giro di posta). Così hanno fatto ben 15 Paesi, consentendo il soddisfacimento immediato di circa il 20% della prima soglia legale. In che mese del 2016 si raggiungeranno le 55 ratificazioni?

Quando anche la somma delle emissioni dei Paesi firmatari e ratificanti supererà il 55% del totale (secondo criterio), l'Accordo entrerà in vigore (a partire da trenta giorni dopo).

Le Fiji sono il primo paese al mondo che, con risoluzione del parlamento approvata all'unanimità, ha ratificato l'Accordo di Parigi. Subito sono state seguite da Palau e le Isole Marshall.

Nel frattempo l'UE, dopo aver annunciato e prodotto la firma già da aprile, preceduta da una decisione del Consiglio d'Europa (con questa bozza) e/o del Parlamento Europeo ha indicato di volere essere nel primo gruppo dei ratificanti, premendo su tutti i 29 parlamenti all'azione entro settembre (i 28 Paesi ed il Parlamento Europeo).

Ha infatti avuto paura che l'Accordo possa entrare in vigore senza di lei, poiché le ratificazioni imminenti di Stati Uniti, Cina, India, Messico, Canada e Sud Africa stanno avvicinando l'obiettivo. Secondo la Casa Bianca, siamo già intorno al 49% su 55%.

Secondo un rapporto successivo delle Marshall Island siamo al 54%.

Il 5 ottobre tutte le soglie sono finalmente superate e quindi si è avviato il percorso automatico dell'entrata in vigore, che avverrà il 4 novembre, pochi giorni prima della COP22.

  4. Soluzione delle questioni lasciate alla decisione della prima COP dell'Accordo di Parigi  

L'impostazione dei problemi è stata all'ordine del giorno degli incontri inter-annuali di Bonn, cui ha preso parte, come osservatore, anche Valentino Piana, autore del sito www.accordodiparigi.it, nella delegazione ufficiale della Fondazione Lombardia per l'Ambiente.

Il draft della risoluzione invita i Paesi e gli Osservatori a presentare le proprie posizioni per iscritto, in vista di una collazione ad Ottobre 2016.

I negoziatori professionisti sembrano convinti che l'Accordo non riesca ad entrare in vigore in tempo perché la COP22 di Marrakech sia anche la prima dell'Accordo. E invece è successo. Il Marocco vuole che sia una COP di implementazione delle azioni e punta ad un vertice "più importante di quello di Parigi".

Una panoramica delle decisioni da prendere era stata offerta poco prima dell'apertura dei lavori.

Più complessivamente, rimane lo "spirito di Parigi" come richiamato in conferenza stampa conclusiva.

Tali regole riguardano la trasparenza delle azioni (mitigazione ed adattamento) e del supporto (finanziario, tecnologico e di competenze organizzate). E' importante che vi sia massima trasparenza in entrambe (che i cittadini, la società civile ed il settore privato sappiano che cosa si intende fare, cosa si sta facendo davvero, quanti soldi ci sono a disposizione, quando ci sono i bandi pubblici per la selezione degli esecutori, chi vince, come esegue il lavoro convenuto, ecc.).

Il secondo blocco di regole riguarda la "compliance", cioè l'esecuzione scrupolosa delle norme dell'Accordo. E' opportuno che essa sia condotta paese per paese, articolo per articolo, anno per anno. Non ha senso una compliance complessiva: è come dire che se due ammazzano e otto no, mediamente tutti sono peccatori.

Queste decisioni verranno finalizzate nel 2018, a valle dell'espressione dei desiderata dei singoli paesi e di un lavorio di convergenza tra le posizioni.

 
5. Inizio dell'implementazione dell'Accordo
 

Gli Stati possono iniziare ad implementare singoli articoli dell'Accordo anche prima che esso entri in vigore.

Papua Nuova Guinea ad esempio ha inviato un proprio "Contributo definito a livello nazionale" (NDC) che non è più solo "promesso" (INDC), usando per la prima volta la dizione esatta prevista dall'art. 4. In termini transitori i precedenti INDC possono essere usati come NDC se non si incrementa la loro ambizione. L'esempio di Papua, il primo ad essere registrato nel portale sotto quel nome, è forse più simbolico che altro.

Ma unito ad altri segni, indica un diffuso interesse a far decollare presto l'Accordo.

La COP 22 giocherà un ruolo importante nel mobilitare l'implementazione.

  5. Investitori istituzionali e settore privato trasformano i loro interventi  

Le imprese riorientano investimenti, portafoglio prodotti e strategie.

Il 5-6 maggio 2016 vertice delle Nazioni Unite col settore privato, dopo che già 100 imprese di grandi dimensioni e investitori istituzionali che gestiscono trillioni di dollari l'hanno fatto. Moody's ha cambiato il suo rating delle società per includere i risultati dell'Accordo, dando per scontato la sua entrata in vigore.

Più in generale, vi è un complessivo rafforzamento dei flussi finanziari, come avevamo anticipato nella newsletter della Fondazione Lombardia per l'Ambiente con questo articolo.

Le iniziative internazionali del settore privato e dei partenariati misti potrebbe dare un contributo di varie gigatonnellate di CO2 equivalenti, come risulta da questa analisi presentata alla sessione inter-annuale di Bonn.

A giugno 2016 si è tenuta la Clean Energy Ministerial, coi Ministri dell'energia di "Australia, Brazil, Canada, China, Denmark, the European Commission, Finland, France, Germany, India, Indonesia, Italy, Japan, Korea, Mexico, Norway, Russia, Saudi Arabia, South Africa, Spain, Sweden, the United Arab Emirates, the United Kingdom, and the United States". Peccato solo che nonostante l'annuncio (e la passata partecipazione ad altri incontri) quest'anno l'Italia NON HA INVIATO NESSUNO E NON HA PARTECIPATO. In nostra assenza, innumerevoli iniziative di slancio dell'energia pulita sono state prese, e si è deciso che per il nostro paese "significherebbe passare da 250 milioni di euro a 500 milioni entro l’anno 2021" di investimento in R&D. Con un comunicato stampa, il MISE avverte che "ogni Paese membro stabilisce autonomamente le proprie strategie per l’innovazione in tecnologie clean, basate sulle risorse energetiche nazionali, necessità e circostanze".

A ottobre 2016, la Banca mondiale ha indicato cinque priorità per attuare l'Accordo: finanziare gli NDCs ed assicurare che gli investimenti pubblici siano nella direzione giusta; ridurre la crescita degli impianti a carbone e puntare invece su rinnovabili ed efficienza energetica; innalzare l'efficienza energetica degli apparecchi e far cessare l'uso degli HFC; rendere verde la finanza e supportare resilienza e adattamento.

 

  6. L'Accordo ispira elettori a prendere posizione  

In ogni Paese, le parole generali dell'Accordo (mitigazione, adattamento, ecc.) trovano poi specifici casi eclatanti, leggi da modificare o introdurre, battaglie locali che diventano simboliche della battaglia sul clima in genere. E' ad esempio successo negli USA con l'oleodotto Keynote XL. In Italia, vi è chi vede una connessione tra politiche climatiche e referendum del 17 aprile sulle trivellazioni petrolifere.

Ed inizia il dibattito su cosa dovrebbe fare l'Italia. Mentre Ban Ki-moon chiede di non votare candidati politici che negano l'importanza dei cambiamenti climatici. Se invece essi ricevono una maggioranza, sia pure concentrata territorialmente, si apre la questione di come la comunità internazionale deve reagire, sapendo che l'Accordo è costruito per gestire ogni emission gap e quindi anche ogni deviazione (di suo dannosissima) rispetto alla transizione.

 

  7. L'Accordo estende i suoi effetti sull'agenda dei ricercatori  

L'IPCC ha accettato la richiesta fatta dall'UNFCCC nel testo della Decisione di COP che vara l'Accordo di Parigi di redigere un Rapporto Speciale sul mondo a 1.5 gradi centigradi di global warming. Una ipotesi di indice è contenuta qui, in vista dello Scoping Meeting descritto qui. La posizione dell'Economics Web Institute, di cui questo sito è iniziativa, è presentata qui.

 

  8. Città e regioni trovano nuove alleanze internazionali  

L'Accordo di Parigi supera la dicotomia tra locale e globale, tra approccio bottom-up e top-down, per sollecitare tutti nel loro ambito di competenza a fare di più e a mettersi insieme chi nel pianeta ha competenze simili. In prima fila le regioni e le città: un articolo di Valentino Piana approfondisce questo tema sulle pagine della rivista della Casa della Cultura di Milano (settembre 2016).

A questo è inoltre dedicato l'intervento di Valentino Piana alla Società italiana scienze del clima, che evidenzia il notevole ruolo delle regioni a valle dell'Accordo di Parigi.

 

9. La società civile si mobilita, simbolicamente e praticamente

 

 

I cittadini dimostrano a sé stessi, agli altri ed ai politici quanto ci tengono all'ambiente ed al clima. Intraprendono azioni esemplari e corali.

Ad esempio, dal 28 ottobre al 2 novembre 2016 si tiene "Ride with us", una biciclettata tra Venezia e Torino. Dopo aver raggiunto Copenaghen nel 2014 e Parigi nel 2015, RWU torna a pedalare per mantenere alta l’attenzione sul tema del cambiamento climatico e in particolare sui negoziati dell’UNFCCC, che quest’anno si terranno a Marrakech, Marocco, dal 7 al 18 novembre (COP22).

L’anno scorso è stato raggiunto l’Accordo di Parigi, ma adesso è necessario dare avvio a un importante transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio, che non può permettersi alcuna sosta o incertezza.

Una simile prospettiva deve necessariamente riservare un posto d’attenzione alla mobilità leggera e all’uso della bicicletta nelle aree urbane.

L’urgenza di questo passaggio è evidente anche in termini di salute, visti i continui superamenti dei limiti delle polveri sottili nella pianura padana, area particolarmente delicata per le sue caratteristiche geomorfologiche.

Gli organizzatori hanno deciso così di attraversare l’intera pianura, fissando il nostro punto di arrivo a Torino, presso l’Ospedale Regina Margherita, dove incontreranno medici e pazienti del reparto Oncologico Pediatrico. Chi vuole può partecipare!

  10. La scuola, l'Università e gli altri enti di cultura analizzano e diffondono il messaggio dell'Accordo di Parigi  

Mentre con Kyoto vi era un imperativo morale dall'alto, con Parigi è dalla consapevolezza dei disastri collettivi portati da un crescente riscaldamento globale che nasce una cultura condivisa di azione e sostegno a chi agisce.

Per facilitare in Italia questo percorso, l'Italian Climate Network ha lanciato il suo Progetto Scuola.

Per chi vive a Roma vi è una occasione di discussione e approfondimento il 4 Novembre presso “MILLEPIANI COWORKING” VIA NICOLO’ ODERO 13, ROMA – METRO GARBATELLA. INGRESSO LIBERO ore 18-20, con Federico Brocchieri, Domenico Gaudioso, Valentino Piana,Simona Ciriaci. A SEGUIRE, BUFFET E BRINDISI PER CELEBRARE
L’ENTRATA IN VIGORE DELL’ACCORDO.

 

La nuvola delle parole più ripetute nell'Accordo
(con le dimensioni in proporzione)

  Le date indicate dentro l'Accordo   "Ricognizione complessiva nel 2023 e ogni cinque anni di li in poi".
     

"[L'Accordo] sarà aperto alla firma presso le Nazioni Unite a New York dal 22 Aprile 2016 al 21 Aprile 2017".

Il che vuol dire che chi lo firmerà entro questo periodo sarà un primo firmatario fondatore, gli altri si potranno aggregare via via.

Inoltre la Decisione di COP che vara l'Accordo fa del 2018 una data chiave: l'IPCC deve aver presentato il suo rapporto su fattibilità e modalità di raggiungimento di un contenimento a 1,5 gradi centigradi (invece del "molto al di sotto dei due gradi" già oggi vincolante) e i Paesi sono chiamati ad un dialogo facilitativo per rivedere i loro impegni alla luce del rapporto e di ogni altra informazione utile.

Il meccanismo del rilancio: come riempire il gap tra ciò che serve
e ciò che individualmente gli Stati stanno per fare

Gli incontri in Italia sull'Accordo di Parigi

Le analisi di Climalteranti

Altreconomia intervista Valentino Piana e Stefano Caserini sui risultati della Conferenza sul clima COP21

L'analisi critica di Luca Terenzi, che usa la nostra traduzione, nel corso di un Incontro Ecclesiale di Impegno Civile e Politico, i cui materiali sono anche qui

 

       
       
  Curiosità   Quanti Stati hanno preso parte alla COP21?
      Come mai non si chiama Protocollo di Parigi?
 
 
 

       
      Questo sito è una iniziativa in italiano dell'Economics Web Institute a cura di Valentino Piana.